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vittima-di-bullismo-supporto-giovani

Il bullismo e il cyberbullismo non sono mai un gioco, né una fase della crescita da affrontare in
silenzio. Lo so perché, da bambina, sono stata anch’io vittima di bullismo. Per molto tempo ho
avuto paura, mi sono sentita sola e non ho trovato il coraggio di raccontare ciò che stavo vivendo.
Ogni mattina andare a scuola significava affrontare un’esperienza che mi faceva sentire fragile e
indifesa. Oggi quella sofferenza è diventata il motore del mio impegno professionale e umano.

Sono un’avvocata e presiedo il Comitato regionale ligure dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e
sul Disagio Giovanile. Da anni entro nelle scuole per incontrare studenti, insegnanti e famiglie con
un obiettivo preciso: aiutare i ragazzi a riconoscere la violenza, a comprendere che nessuna forma
di sopraffazione debba essere considerata normale e a ricordare che chiedere aiuto è sempre un
gesto di coraggio.

Nel mio lavoro ascolto tante storie diverse, ma spesso accomunate dallo stesso dolore. Molti
ragazzi fanno fatica a parlare, hanno paura di non essere creduti o di sentirsi giudicati. Per questo
credo che il primo passo sia creare luoghi in cui possano sentirsi accolti, ascoltati e rispettati.
Nessuno dovrebbe affrontare il bullismo o il cyberbullismo da solo.

Sono convinta che la prevenzione nasca dalla collaborazione. La scuola svolge un ruolo
fondamentale, ma da sola non basta. Anche le famiglie, le istituzioni, il mondo dello sport e tutta
la comunità educante devono lavorare insieme per costruire una cultura fondata sul rispetto,
sull’ascolto e sulla responsabilità condivisa. Fare rete significa offrire ai giovani punti di riferimento
credibili e adulti capaci di accompagnarli nei momenti di maggiore fragilità.

La mia esperienza personale mi ha insegnato anche un’altra cosa: le parole hanno un peso
enorme. Possono ferire profondamente, ma possono anche restituire fiducia, incoraggiare e
aiutare una persona a rialzarsi. Per questo invito sempre ragazzi e adulti a riflettere sul linguaggio
che utilizzano, sia nella vita quotidiana sia negli spazi digitali, dove il cyberbullismo può amplificare
la sofferenza e rendere ancora più difficile chiedere aiuto.

Nel mio libro La vita viva. Manuale antibulli condivido riflessioni, esperienze e strumenti che
nascono dal confronto con migliaia di studenti incontrati negli anni. Credo che educare significhi
offrire alternative, creare occasioni di crescita, promuovere relazioni autentiche e aiutare ogni
ragazzo a riscoprire il proprio valore.

Vorrei lasciare un messaggio a chi sta leggendo queste righe. Se stai vivendo una situazione di
bullismo o cyberbullismo, non pensare di dover affrontare tutto da solo. Parlane con una persona
di cui ti fidi. Se sei un genitore, un insegnante o un educatore, ascolta senza minimizzare e osserva
i segnali che i ragazzi, spesso con fatica, cercano di comunicare.

Ogni giovane ha il diritto di sentirsi al sicuro, rispettato e valorizzato. Insieme possiamo costruire
una comunità capace di prevenire il bullismo e il cyberbullismo, trasformando l’ascolto, la fiducia e
la collaborazione in strumenti più efficaci per proteggere il futuro delle nuove generazioni.