I diritti dell’infanzia a scuola non possono essere considerati soltanto un argomento da inserire nei programmi didattici. Devono diventare esperienze concrete, comportamenti quotidiani e strumenti attraverso i quali ragazze e ragazzi imparano a partecipare, a confrontarsi e a riconoscere il valore degli altri.
Va in questa direzione il nuovo Protocollo d’Intesa sottoscritto a Roma dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e da UNICEF Italia. L’accordo, della durata di tre anni, mira a diffondere negli istituti scolastici di ogni ordine e grado la conoscenza della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
L’obiettivo è rendere gli studenti maggiormente consapevoli dei propri diritti, ma anche delle responsabilità che derivano dalla vita all’interno di una comunità.
Una scuola che tutela, ascolta e coinvolge
La conoscenza dei diritti costituisce un passaggio essenziale per costruire ambienti educativi più sicuri e inclusivi. Sapere di avere diritto all’ascolto, alla partecipazione, alla protezione e alla non discriminazione permette infatti ai giovani di riconoscere più facilmente comportamenti ingiusti, situazioni di esclusione e forme di violenza.
Allo stesso tempo, comprendere i propri diritti significa imparare a rispettare quelli degli altri.
Il Protocollo prevede quindi attività per promuovere la Convenzione ONU nelle scuole, contrastare l’abbandono e la dispersione scolastica, sostenere lo sviluppo personale degli studenti e favorire il loro coinvolgimento nella progettazione della vita scolastica.
Una particolare attenzione viene riservata alla prevenzione di discriminazione, esclusione, bullismo e cyberbullismo. Il contrasto a questi fenomeni, infatti, non può limitarsi all’intervento successivo a un episodio. Richiede un lavoro educativo continuativo, capace di promuovere empatia, responsabilità, ascolto e partecipazione.
Il programma UNICEF dedicato alle scuole
L’accordo si collega al programma UNICEF “Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, un percorso triennale rivolto agli istituti scolastici.
Nell’anno scolastico 2025/2026 hanno aderito al programma 1.076 scuole. Sono stati coinvolti nei percorsi formativi 1.280 educatrici, educatori e docenti e sono nati 133 Gruppi di Progettazione per i Diritti, nei quali studentesse e studenti partecipano direttamente alla definizione delle attività.
Questi numeri mostrano quanto sia importante accompagnare le dichiarazioni di principio con strumenti operativi. La partecipazione degli studenti non deve essere soltanto formale: ragazze e ragazzi devono poter esprimere il proprio punto di vista, contribuire alle decisioni che riguardano la comunità scolastica e diventare protagonisti dei percorsi educativi.
Le scuole potranno aderire al programma UNICEF fino al 19 ottobre 2026.
ONBD e UNICEF insieme per le Olimpiadi del Rispetto
Il nuovo accordo tra Ministero e UNICEF Italia si inserisce in un percorso più ampio di alleanze educative, al quale partecipa anche l’Osservatorio Nazionale Bullismo e Disagio Giovanile.
UNICEF Italia, ONBD e Dotslot Impresa Sociale hanno infatti sottoscritto un Protocollo d’Intesa finalizzato alla realizzazione di nuovi modelli educativi basati sull’innovazione tecnologica, sul coinvolgimento attivo degli studenti e sulla diffusione della cultura del rispetto e dell’inclusione.
Da questa collaborazione nascono le Olimpiadi del Rispetto, un progetto che utilizza il linguaggio universale dello sport per accompagnare ragazze e ragazzi in un percorso di crescita personale e collettiva.
Lo sport insegna che il risultato non può essere separato dal rispetto delle regole, degli avversari, dei compagni e di sé stessi. Trasferire questi valori nella vita scolastica significa offrire ai giovani occasioni concrete per comprendere il significato di inclusione, collaborazione, correttezza e responsabilità.
Le Olimpiadi del Rispetto non rappresentano quindi soltanto una competizione, ma un’esperienza educativa capace di unire scuola, sport, innovazione e cittadinanza attiva.
Dai diritti alla responsabilità condivisa
La prevenzione del bullismo e del cyberbullismo richiede un’alleanza stabile tra istituzioni, scuole, famiglie, associazioni e studenti. Nessun soggetto può affrontare da solo fenomeni così complessi.
Il Protocollo tra Ministero e UNICEF Italia e la collaborazione avviata con ONBD indicano una direzione precisa: trasformare la cultura dei diritti in una pratica quotidiana.
Educare al rispetto significa aiutare ogni studente a riconoscere il proprio valore, ad ascoltare gli altri, a segnalare le situazioni di difficoltà e a non rimanere indifferente davanti a episodi di prevaricazione.
Una scuola realmente inclusiva non è soltanto quella che interviene quando si verifica un problema. È una comunità che costruisce ogni giorno le condizioni affinché nessuno si senta escluso, invisibile o privo di tutela.
Promuovere i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza significa, dunque, offrire alle nuove generazioni gli strumenti per diventare cittadini più consapevoli, partecipi e responsabili. Ed è proprio dalla scuola che questo percorso deve cominciare.
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