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Giovani, ascolto e prevenzione

Giovani, ascolto e prevenzione rappresentano oggi tre priorità strettamente collegate. La solitudine, la difficoltà nel chiedere aiuto e la distanza percepita dal mondo degli adulti richiedono risposte concrete, continuative e costruite attraverso la collaborazione tra istituzioni, famiglie, scuole, professionisti e realtà del Terzo Settore.
In questa direzione si inserisce il progetto DesTEENazione – Desideri in Azione, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’iniziativa prevede la creazione di una rete nazionale di 100 comunità giovanili, sostenuta da un investimento di circa 342 milioni di euro e rivolta a ragazze e ragazzi dagli 11 ai 21 anni.
I centri sono stati pensati come presìdi educativi gratuiti, complementari alla scuola, nei quali i giovani possono incontrare educatori, psicologi, pedagogisti e istruttori sportivi. Le attività comprendono orientamento, formazione, sport, musica, cultura, arte, lo sviluppo dei talenti e la promozione di un rapporto più equilibrato con le tecnologie.
Le prime comunità sono state inaugurate nell’autunno 2025 a Firenze, Perugia, Foggia, Caltanissetta e Venezia. Il progetto ha successivamente superato la soglia delle 50 inaugurazioni, rafforzando una rete che coinvolge il Governo, le amministrazioni territoriali e le organizzazioni del Terzo Settore.

Ascoltare prima che il disagio diventi emergenza
Alla base di questo modello vi è un principio preciso: intervenire prima che la solitudine, il disagio o le dipendenze producano conseguenze più gravi. La prevenzione richiede adulti capaci di riconoscere i segnali di difficoltà, di offrire spazi di dialogo e di accompagnare i ragazzi senza giudicarli.
Anche l’educazione digitale assume un ruolo centrale. La protezione dei minori online non può dipendere esclusivamente da divieti o controlli familiari, ma deve coinvolgere scuole, associazioni, istituzioni e piattaforme. È necessario aiutare i giovani a comprendere rischi, responsabilità e opportunità degli strumenti digitali, senza permettere che la tecnologia sostituisca le relazioni umane.

Il Comitato Scientifico di ONBD
In questo scenario, il Comitato Scientifico dell’Osservatorio Nazionale Bullismo e Disagio Giovanile rappresenta uno spazio di confronto multidisciplinare. Il suo valore non risiede soltanto nell’analisi dei fenomeni, ma nella capacità di mettere in relazione competenze differenti per orientare attività formative, progetti di prevenzione e strumenti destinati a studenti, docenti e famiglie.
Attraverso il contributo di professionisti ed esperti, ONBD può leggere le trasformazioni del disagio giovanile, individuare nuovi bisogni e tradurre le conoscenze in iniziative concretamente utilizzabili nei territori. La sfida, infatti, non consiste nel parlare genericamente dei giovani, ma nel coinvolgerli nella costruzione delle risposte che li riguardano.

I progetti ONBD dedicati ai giovani
L’azione dell’Osservatorio si articola in un ecosistema di attività che unisce sport, formazione, sensibilizzazione, comunicazione e strumenti digitali. L’Accademia dei Campioni utilizza il valore educativo dello sport e le testimonianze degli atleti per promuovere il rispetto, la responsabilità e l’inclusione.
La Maratona sul Bullismo crea occasioni pubbliche di incontro tra studenti, famiglie, istituzioni, esperti e campioni dello sport. Le Olimpiadi del Rispetto, sviluppate nell’ambito del percorso di collaborazione con UNICEF Italia, portano nelle scuole un modello educativo fondato sulla partecipazione e sulla cultura dei diritti.
A queste iniziative si affiancano LEO, il chatbot di ONBD dedicato all’informazione e alla prevenzione, e Blue Box, progetto che valorizza il coraggio di chiedere aiuto. Campagne, incontri nelle scuole, contenuti divulgativi, attività di ricerca e collaborazioni istituzionali completano un programma orientato a un obiettivo comune: non lasciare soli i ragazzi e offrire loro punti di riferimento accessibili, competenti e credibili.
Investire nell’ascolto e nella prevenzione significa costruire una comunità più consapevole, capace di riconoscere ogni giovane non come un problema da gestire, ma come una persona da accompagnare nella scoperta delle proprie risorse e del proprio futuro.