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Due studenti con zaini guardano e usano insieme uno smartphone

Il tema del bullismo a scuola torna al centro dell’attenzione con l’avvicinarsi del prossimo anno scolastico. Il rientro in classe non rappresenta soltanto l’inizio di un nuovo percorso didattico: è anche il momento per rafforzare strumenti, competenze e alleanze capaci di rendere la scuola un ambiente sicuro, inclusivo e attento al benessere dei ragazzi.

Le indicazioni nazionali richiamano alcuni elementi fondamentali: la presenza del docente referente per il bullismo e il cyberbullismo, la formazione del personale, la collaborazione con le famiglie e una maggiore attenzione all’uso dei dispositivi digitali.

La direzione è chiara: la prevenzione deve diventare parte integrante della vita scolastica e non una risposta da attivare soltanto quando emerge un problema.

Bullismo a scuola: il referente non può essere lasciato solo

La figura del docente referente, prevista dalla Legge 71/2017, svolge un ruolo importante nel coordinamento delle iniziative di prevenzione, nella gestione delle segnalazioni e nel rapporto con il dirigente scolastico e con le realtà presenti sul territorio.

Ma una persona, da sola, non può rappresentare l’intera strategia di prevenzione di un istituto.

Contrastare il bullismo e il cyberbullismo richiede una comunità educante preparata, in cui docenti, personale scolastico, famiglie, professionisti e istituzioni sappiano riconoscere i segnali di disagio e intervenire con strumenti adeguati.

In questa prospettiva assume particolare importanza la formazione, anche attraverso strumenti nazionali come la Piattaforma ELISA, dedicata alle strategie antibullismo.

Cyberbullismo e smartphone: educare oltre il divieto

Un altro tema centrale riguarda l’uso dei dispositivi digitali. Regolamentare smartphone e strumenti personali durante l’orario scolastico può contribuire a ridurre le distrazioni e i comportamenti impropri, ma il divieto, da solo, non può risolvere il problema.

I ragazzi vivono quotidianamente in una dimensione in cui la vita reale e quella digitale sono profondamente connesse. Per questo occorre affiancare alle regole un percorso di educazione alla cittadinanza digitale, alla responsabilità e al rispetto degli altri anche online.

Scuola e famiglia: una responsabilità condivisa

Il Patto di Corresponsabilità Educativa rafforza un principio essenziale: la prevenzione funziona quando scuola e famiglia collaborano.

Osservare i cambiamenti, mantenere aperto il dialogo, conoscere le dinamiche dei social network e condividere tempestivamente eventuali segnali di disagio significano costruire una rete di protezione per i ragazzi.

ONBD: dalla prevenzione agli strumenti concreti

L’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile (ONBD) lavora proprio per favorire questa cultura della prevenzione, attraverso attività di sensibilizzazione, formazione e progetti rivolti al mondo scolastico.

L’obiettivo è contribuire a creare una rete tra scuola, famiglie, professionisti e istituzioni, mettendo a disposizione competenze ed esperienze al servizio dei giovani.

Perché contrastare il bullismo a scuola significa soprattutto arrivare prima: formare gli adulti, educare alla consapevolezza, ascoltare i ragazzi e trasformare ogni scuola in una comunità capace di riconoscere il disagio prima che diventi un’emergenza.