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Cyberbullismo e fake news

Cyberbullismo e fake news sono fenomeni sempre più diffusi e pericolosi, capaci di colpire persone, famiglie e intere comunità attraverso la diffusione online di informazioni false, offensive o denigratorie. Una recente sentenza emessa da un tribunale europeo rappresenta un passaggio significativo nella lotta contro l’odio digitale, riaffermando un principio chiaro: anche sul web esistono responsabilità precise.
La decisione giudiziaria ha riconosciuto che la diffusione sistematica di contenuti falsi e umilianti, veicolati attraverso social network e piattaforme digitali, può configurarsi come una forma di cyberbullismo perseguibile dalla legge. Non si tratta quindi di semplici opinioni o di libertà di espressione, ma di comportamenti che ledono la dignità della persona e producono conseguenze reali.

Il valore della sentenza non risiede nel singolo caso, ma nel messaggio che trasmette. La giustizia ha stabilito che la reiterazione di fake news, quando è finalizzata a colpire una persona in modo mirato e offensivo, rappresenta una forma di violenza psicologica. Questo chiarimento è fondamentale in un contesto in cui spesso l’odio online viene minimizzato o giustificato come semplice provocazione.
La decisione contribuisce a rafforzare un concetto centrale nella prevenzione del cyberbullismo: chi pubblica, condivide o amplifica contenuti falsi è responsabile delle proprie azioni, anche quando opera dietro uno schermo.

ONBD crede che contrastare cyberbullismo e fake news non è solo compito delle istituzioni o dei tribunali, ma di tutta la comunità educante. Scuola, famiglia e territorio hanno un ruolo fondamentale nel promuovere comportamenti rispettosi e consapevoli. Educare al rispetto online significa prevenire il disagio, tutelare le persone più fragili e costruire una cultura digitale basata sull’empatia e sulla legalità.