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Cyberbullismo e minori

Nel 2025 la Polizia Postale ha trattato 361 casi di cyberbullismo. Il 73% delle vittime aveva tra i 14 e i 17 anni. Sono i numeri ufficiali, quelli che arrivano sulle scrivanie degli investigatori. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche, perĂ², stima che nel 2024 oltre un milione di studenti tra i 15 e i 19 anni abbiano subito aggressioni online. La distanza tra queste due cifre dice molto su quante situazioni non emergono mai.

Garante Privacy e Polizia Postale uniscono le forze per proteggere i minori

Il Protocollo d’Intesa tra il Garante per la protezione dei dati personali e la Polizia Postale nasce per colmare un problema pratico: i due soggetti lavoravano giĂ  insieme, ma senza una cornice formale. L’accordo la costruisce. Il punto di partenza è la legge 71 del 29 maggio 2017, che assegna al Garante il compito di decidere sulle segnalazioni di cyberbullismo e alla Polizia Postale quello di agire operativamente per identificare i responsabili.

Il meccanismo funziona così: quando un contenuto, una foto o un video pubblicato in rete danneggia un minore, il Garante puĂ² richiedere l’intervento diretto della Polizia Postale per risalire ai gestori del sito o del social media coinvolto e avviare le procedure di rimozione o oscuramento. Non due istituzioni che si parlano per lettera, ma una catena di risposta che puĂ² muoversi in tempi brevi.

L’aula come primo presidio

L’accordo non si limita a rispondere ai casi giĂ  avvenuti. Garante e Polizia Postale si impegnano a lavorare nelle scuole con programmi di sensibilizzazione rivolti a studenti, insegnanti e famiglie. La Polizia Postale, in un solo anno scolastico, ha organizzato migliaia di incontri in tutto il territorio. Non decaloghi di regole, ma storie reali: casi concreti raccontati agli studenti per far capire che le conseguenze di quello che accade online non restano online.

Il cyberbullismo non danneggia solo la reputazione, ma colpisce l’identitĂ . E un intervento che arriva solo dopo che il danno è fatto. non basta.

La legge si aggiorna

A luglio 2025 è entrato in vigore il Decreto Legislativo 99/2025, che modifica la legge 71/2017. L’impianto diventa piĂ¹ coordinato: scuole, servizi sociali e forze di polizia lavorano su un piano comune. Il decreto rafforza il servizio 114 per l’emergenza infanzia, che riceve circa 2.500 chiamate l’anno, e affida all’ISTAT una rilevazione biennale specifica sul fenomeno. Un sistema di monitoraggio che finora mancava.

Quello che i dati non dicono

Il dato che pesa di piĂ¹ non è riportato nei report ufficiali. La maggior parte delle vittime non denuncia, paralizzata dalla vergogna o convinta di non avere via d’uscita. Tra i giovani, il 56% considera il cyberbullismo il rischio principale che si corre online, davanti al revenge porn e al furto d’identitĂ . Lo sanno, lo temono, ma quando capita tendono a chiudersi.

Per questo ONBD e il nostro Comitato Scientifico lavorano ogni giorno per costruire la consapevolezza che trasforma le famiglie e le scuole in punti di riferimento reali.
Sapere a chi rivolgersi e farlo subito è l’unica variabile che davvero cambia il peso di ciĂ² che succede dopo.