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Ragazza in divisa scolastica con espressione seria mentre ascolta un interlocutore

La noia nei giovani non rappresenta necessariamente un problema. Può essere uno spazio utile per sviluppare la creatività, gli interessi e l’autonomia. Diventa però un segnale da osservare quando si accompagna a isolamento, rabbia, frustrazione, perdita di interessi, difficoltà relazionali e assenza di punti di riferimento.

Durante l’adolescenza, il bisogno di appartenenza assume un ruolo centrale. Essere riconosciuti dai coetanei, sentirsi accettati e trovare il proprio posto nel gruppo contribuiscono alla costruzione dell’identità. Quando, però, le relazioni sono caratterizzate da esclusione, umiliazione, prevaricazione o sottomissione, il disagio può sfociare in comportamenti a rischio.

Dalla noia al bullismo e alla violenza

Il passaggio dalla noia al bullismo e alla violenza non è automatico né può essere spiegato da un’unica causa. Esistono tuttavia condizioni di vulnerabilità che meritano attenzione. Solitudine, bisogno esasperato di approvazione, difficoltà a gestire le emozioni e la ricerca continua di stimoli possono creare un terreno fertile in cui comportamenti aggressivi e trasgressivi diventano strumenti per ottenere visibilità o appartenenza.

Anche il ricorso all’alcol e alle sostanze può rientrare in questo quadro. La ricerca di disinibizione o di accettazione può offrire un sollievo momentaneo, senza affrontare le ragioni profonde del disagio e, in alcuni casi, può aumentare l’esposizione a comportamenti impulsivi e pericolosi.

Per questo occorre evitare semplificazioni: non basta intervenire sul comportamento quando il problema è già evidente. È necessario imparare a riconoscere i segnali che lo precedono.

Ascoltare prima che il disagio diventi emergenza

Isolamento improvviso, aggressività insolita, perdita di interessi, cambiamenti significativi nelle relazioni, difficoltà scolastiche e comportamenti ripetutamente trasgressivi possono indicare una situazione che richiede attenzione.

L’ascolto attivo diventa quindi uno strumento fondamentale di prevenzione. Famiglie, scuola, educatori e comunità devono poter costruire spazi in cui i ragazzi possano esprimere paure, rabbia, insicurezza e difficoltà senza sentirsi immediatamente giudicati.

L’impegno di ONBD: prevenzione, formazione e rete

È in questa prospettiva che opera l’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile attraverso attività di sensibilizzazione, prevenzione e formazione rivolte ai giovani e agli adulti che li accompagnano nella crescita.

Il Comitato Scientifico di ONBD contribuisce a sviluppare un approccio multidisciplinare al disagio giovanile, favorendo la lettura dei fenomeni da diverse prospettive e sostenendo la costruzione di risposte educative e preventive.

Contrastare il bullismo e la violenza significa infatti agire prima dell’emergenza: formare gli adulti, ascoltare i giovani, rafforzare le relazioni e creare una rete tra famiglie, scuola, professionisti e istituzioni.

La prevenzione nasce dalla capacità di trasformare i segnali di disagio in occasioni di ascolto e l’ascolto in azioni concrete, offrendo ai ragazzi alternative positive alla solitudine, alla prevaricazione e alla violenza.