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Elisa Verdoni posa durante il concorso Miss Italia

Elisa Vardoni racconta il bullismo da una prospettiva diversa: quella di chi ha commesso azioni sbagliate e ha avuto il coraggio di riconoscerne la gravità. La sua storia è un percorso di consapevolezza e responsabilità, che dimostra quanto sia importante affrontare le conseguenze dei propri errori e scegliere concretamente di cambiare.

Elisa ha 19 anni, è nata a Siena da genitori albanesi, studia all’Istituto Tecnico Sallustio Bandini e gioca a calcio nella squadra femminile del Siena. Oggi è anche tra le concorrenti di Miss Italia, un’esperienza che considera una nuova fase della propria vita.

Ma a 13 anni la sua storia aveva preso una direzione ben diversa.

“Ammettere di aver sbagliato è il primo passo per cambiare davvero.”

Il bisogno di appartenere a un gruppo

Durante gli anni delle scuole medie, Elisa ha raccontato di aver vissuto una situazione di esclusione legata alle proprie origini familiari. Il desiderio di sentirsi accettata la portò ad avvicinarsi a un gruppo di ragazzi più grandi, ma quel bisogno di appartenenza finì per condizionare profondamente le sue scelte.

Sotto l’influenza del gruppo, Elisa arrivò ad aggredire tre ragazze, mentre altri giovani presenti incitavano alla violenza e riprendevano le aggressioni con gli smartphone. Nelle sue testimonianze ha spiegato di essere consapevole che ciò che stava facendo fosse sbagliato, ma di non essere riuscita, in quel momento, a chiedere aiuto o a confidarsi con un adulto.

“Il desiderio di essere accettati non dovrebbe mai costringerci a diventare qualcuno che non siamo.”

L’intervento delle forze dell’ordine rappresentò un momento decisivo. Elisa si rese conto fino in fondo della gravità di quanto era accaduto e si trovò ad affrontare anche la delusione della propria famiglia. Nonostante la difficoltà del momento, i genitori scelsero di non lasciarla sola, continuando a sostenerla nel percorso interiore che avrebbe dovuto affrontare.

Chiedere scusa e assumersi la responsabilità

Per Elisa, il cambiamento è stato un percorso graduale e complesso. Come lei stessa ha raccontato nelle interviste, ha attraversato momenti particolarmente difficili, segnati da crisi di pianto, attacchi di panico e incubi. Con il supporto psicologico ha iniziato a confrontarsi con quanto accaduto e con le conseguenze delle proprie azioni, fino a compiere un passo significativo nel suo percorso: chiedere scusa alle ragazze che aveva aggredito.

“Chiedere scusa non cancella ciò che è accaduto, ma può segnare l’inizio di una nuova consapevolezza.”

Anche i lavori socialmente utili hanno avuto un ruolo significativo nel cambiamento di Elisa. Durante questa esperienza ha accompagnato persone anziane, ha offerto supporto a persone con difficoltà motorie e ha affiancato bambini con sindrome di Down. Un impegno che ha lasciato un segno importante: concluso il periodo previsto, Elisa ha infatti espresso la volontà di continuare a dedicare parte del proprio tempo al volontariato.

“Restituire qualcosa agli altri può diventare parte di un percorso di crescita e responsabilità.”

Elisa Vardoni: scegliere una nuova direzione

Oggi Elisa guarda avanti. Miss Italia rappresenta una ripartenza; tra i suoi progetti c’è anche quello di entrare nell’Accademia militare e diventare paracadutista.

La storia del cambiamento di Elisa non cancella la sofferenza arrecata alle vittime, né può essere considerata una soluzione semplice alle conseguenze degli atti di bullismo commessi. Offre, tuttavia, una riflessione importante: contrastare il fenomeno significa anche intervenire su chi mette in atto comportamenti violenti, cercando di comprenderne le cause, le dinamiche di gruppo e i fattori che possono alimentarli, come l’esclusione, la fragilità e il bisogno di appartenenza.

È un principio centrale anche nel lavoro dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile: prevenire significa ascoltare, educare, responsabilizzare e offrire strumenti che permettano ai giovani di scegliere strade diverse.

“Il passato non può essere riscritto. Le scelte di oggi, però, possono dare una direzione diversa al domani.”

La storia di Elisa entra così nelle Stories di ONBD – Storie di chi ha detto sì alla vita come testimonianza di responsabilità e cambiamento. Perché parlare degli errori, affrontarne le conseguenze e chiedere aiuto può essere l’inizio di una ripartenza.