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Anna Pettene

Il bullismo non è una fase inevitabile della crescita, non è una “ragazzata” e non può essere liquidato come un semplice conflitto tra coetanei. È da questa consapevolezza che nasce. La vita viva. Manuale antibulli, il libro di Anna Pettene, avvocato e Presidente del Comitato regionale Ligure dell’Osservatorio Nazionale Bullismo e Disagio Giovanile.

Anna affronta il tema con un linguaggio diretto, concreto e profondamente umano. Il punto di partenza è chiaro: il bullismo rappresenta una vera emergenza educativa e sociale, spesso riconosciuto nei momenti più drammatici della cronaca, ma ancora troppo spesso sottovalutato nella vita quotidiana. Quando le umiliazioni, le persecuzioni e le aggressioni vengono minimizzate, il rischio è duplice: da una parte si lascia sola la vittima, dall’altra si consente alla violenza di radicarsi e ripetersi.

Bullismo: riconoscerlo è il primo passo per fermarlo

Uno degli aspetti centrali del libro è la necessità di definire con precisione che cosa sia il bullismo. Non ogni comportamento immaturo o episodio isolato può essere classificato come tale. Allo stesso tempo, però, le condotte sistematiche e reiterate non devono essere derubricate a semplici tensioni tra ragazzi.

Il bullismo, come ricorda Anna Pettene, si fonda su alcuni elementi ricorrenti: l’intenzionalità dell’azione offensiva, la ripetizione nel tempo, lo squilibrio di potere tra chi agisce e chi subisce, e la capacità di generare paura, ansia, dolore, disagio e senso di persecuzione. Può essere fisico, verbale, morale o sociale. Può manifestarsi attraverso calci, spinte e danneggiamenti, ma anche attraverso parole, esclusioni, umiliazioni e attacchi alla reputazione.

Questa chiarezza è fondamentale soprattutto a scuola, dove ragazzi, famiglie e insegnanti devono disporre di strumenti concreti per individuare il problema. Senza una corretta comprensione del fenomeno, ogni campagna di prevenzione rischia di perdere efficacia: si può chiamare bullismo ciò che non lo è, oppure non riconoscere il bullismo quando si presenta nella sua forma più dolorosa e pericolosa.

Le storie dietro il fenomeno

La vita viva. Manuale antibulli non si limita a offrire una riflessione teorica. Il libro dà spazio alle storie: quelle di personaggi noti del mondo della cultura, della politica, dello spettacolo e dello sport, ma anche di bambini e adolescenti incontrati dall’autrice nel suo percorso di sensibilizzazione.

È proprio in queste testimonianze che emerge la parte più intensa del libro. Dietro ogni definizione ci sono volti, silenzi, corpi che reagiscono, ragazzi che faticano a guardare negli occhi gli adulti ma ascoltano ogni parola. Pettene racconta la fragilità invisibile di chi subisce vessazioni ripetute e spesso non riesce a chiedere aiuto. Il dolore del bullismo non si esaurisce nel momento dell’aggressione: accompagna le giornate, altera la percezione di sé, può trasformare la scuola, la palestra o il gruppo dei pari in luoghi di paura.

Il libro insiste su un punto essenziale: chi subisce bullismo non deve essere lasciato solo. La sofferenza può diventare profonda, fino a generare isolamento, depressione e perdita di fiducia nel proprio valore. Per questo l’ascolto degli adulti, l’empatia dei coetanei e la capacità di intervenire tempestivamente non sono elementi accessori, ma strumenti di protezione.

Un manuale per scuole, famiglie e comunità educante

Il valore del testo di Anna Pettene risiede anche nella sua funzione educativa. Non è soltanto un libro “sul” bullismo, ma un invito a costruire una maggiore responsabilità collettiva. La prevenzione non riguarda solo le vittime o i bulli: riguarda tutti. Riguarda gli osservatori silenziosi, gli adulti che minimizzano, le istituzioni educative, le famiglie e ogni contesto in cui i bambini e gli adolescenti crescono.

Particolarmente importante è il richiamo al cyberbullismo, fenomeno che amplifica la violenza attraverso gli strumenti digitali e rende più difficile alla vittima trovare uno spazio di tregua. Se il bullismo tradizionale può essere legato a un luogo fisico, quello digitale può inseguire la persona ovunque, trasformando notifiche, chat e social network in canali di pressione continua.

In questo scenario, il libro invita a un cambio di sguardo: non basta indignarsi di fronte ai casi più gravi, occorre imparare a riconoscere i segnali prima che il dolore diventi ingestibile. Una domanda semplice, un gesto di vicinanza, un adulto capace di ascoltare davvero possono fare la differenza.

La vita viva contro la cultura della sopraffazione

Il titolo scelto da Anna Pettene contiene già una direzione: difendere la “vita viva” significa restituire voce, dignità e futuro a chi viene schiacciato dalla prepotenza. Significa rifiutare l’idea che la sofferenza sia una prova necessaria per diventare più forti. Nessuno dovrebbe “farsi le ossa” tramite l’umiliazione.

La vita viva. Manuale antibulli è quindi un testo utile per chi vuole comprendere meglio il bullismo, ma anche per chi lavora ogni giorno con i giovani: insegnanti, genitori, educatori, allenatori, operatori sociali. Il suo messaggio è netto: la violenza tra pari va chiamata per nome, compresa nelle sue dinamiche e contrastata con decisione.

Perché il bullismo non è un destino, né una lezione di vita. È una ferita sociale che può e deve essere prevenuta, riconosciuta e affrontata. E il primo passo, spesso, è proprio quello più semplice e più difficile: accorgersi di chi soffre e chiedergli, con autenticità, come sta.